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30 aprile 2013
Al mio cucciolo .....
.... e a tutta la strada che percorreremo insieme!!!!
ti voglio un bene dell'anima e mi fai sciogliere ogni volta che mi abbracci e quando mi guardi con quei tuoi profondi occhioni blu e mi sussurri con la tua voce stentata da duenne ..... "MAMMA SAI CHE SEI BELLA?"
In quei momenti mi rendo davvero conto che ho tutto quello che posso desiderare.
Sei una fonte inesauribile di gioia e di amore
6 luglio 2012
Il venerdì del Libro - I cercatori di conchiglie (Rosamunde Pilcher)
“I cercatori di conchiglie” è (secondo me) il romanzo più riuscito di Rosamunde Pilcher. Protagonista è Penelope Keeling, madre di tre figli ormai adulti che, reduce da un attacco di cuore, decide di trasferirsi in campagna, dove riesce a trovare la “sua” casa, quella adatta al periodo della vita che sta vivendo. Qui, grazie alla serenità finalmente raggiunta e alla forza che le hanno donato le difficoltà superate in passato, può assaporare ciò che la vita le dona e guardare se stessa con occhi nuovi. Penelope ripercorre con la mente la sua infanzia e la sua giovinezza, e proprio i suoi ricordi diventano il filo conduttore di tutto il romanzo. Attorno a questo, si intrecciano le vite dei suoi tre figli, più che legati dall’affetto fraterno, dal mistero di un famoso dipinto; troviamo Olivia, brillante donna in carriera, Nancy, moglie di un noioso e freddo avvocato e madre di due bambini insopportabili, e Noel, affascinante single completamente immerso nel mondo del lavoro e nei suoi mille progetti. Ma la vera protagonista rimane sempre Penelope, con la sua storia carica di forti sentimenti e grandi sofferenze che attraversa tre generazioni e ci accompagna per tutto il libro. La sua non è stata una vita semplice; ancora giovanissima infatti, si innamora di Ambrose, che poi diventerà suo marito. E’ il suo primo vero amore e Penelope, così piena di gioia ed entusiasmo, non si accorge della natura cinica e spietata del ragazzo. Si trova così imprigionata in una dimensione monotona e fredda, dove gli unici avvenimenti sono i continui tradimenti di lui, e le sere nelle quali torna a casa ubriaco ed arrabbiato con il mondo intero. Ma il suo cuore non è lì, è a sua volta imprigionato in un amore impossibile con Richard. Penelope vivrà così: sospesa, tra una quotidianità crudele, e un mondo di sogni e progetti che s’infrangerà improvvisamente con la morte dell’amato.
Disarmante è la lucidità con la quale la protagonista ricorda tutti gli eventi vissuti. Penelope cura e fa fiorire il suo splendido giardino, diventato la sua più grande passione, e stende sul suo passato un sorriso sereno, quasi distaccato. Ormai non soffre più per quei due uomini, così diversi eppure così importanti nella sua vita. Il finale ci lascia con gli occhi lucidi, ma rimane vivo nella mente il sorriso di una donna forte e serena, che ha saputo amare sempre, in ogni istante della sua vita, anche quando non aveva accanto nessuno che ricambiava il suo amore.
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16 marzo 2012
Poesia per tutte le mamme (anche se è quasi la festa del papà)
Questo è per le madri che stanno alzate tutta la notte tenendo in braccio i loro bambini ammalati dicendo "è tutto a posto tesoro, la mamma è qui con te". Per quelle che stanno per ore con i loro bambini che piangono in braccio cercando di dare loro conforto.
Questo è per tutte le madri che vanno a lavorare con il rigurgito nei capelli, macchie di latte sulla camicia e pannolini nella loro borsetta.
Per tutte le mamme che riempiono le macchine di bimbi, fanno torte e biscotti e cuciono a mano i costumi di carnevale.
E tutte le madri che NON FANNO queste cose.
Questo è per le madri che danno la luce a bambini che non vedranno mai.
E quelle madri che hanno dato una casa a quei bambini. Per le madri che hanno perso i loro bambini durante quei preziosi 9 mesi e che non potranno mai vederli crescere sulla terra ma un giorno potranno ritrovare in Cielo!
Questo è per le madri che hanno collezioni d'arte di valore inestimabile appesi in cucina.
Per le madri che si sono gelate al freddo alle partite di calcio invece di guardare dal caldo della macchina così quando il bimbo le chiede "Mi hai visto, Mamma?" potranno dire "Certo! Non me lo sarei perso per niente al mondo !" pensandolo veramente.
Questo è per tutte le madri che danno una sculacciata disperatamente ai loro bambini al supermercato quando urlano facendo i capricci per il gelato prima di cena. E per tutte le mamme che invece contano fino a 10.
Questo è per tutte le mamme che si sono sedute con i loro figli per spiegare come nascono i bambini. E per tutte le madri che avrebbero tanto voluto farlo, ma non riescono a trovare le parole.
Questo è per tutte le mamme che fanno la fame per dare da mangiare ai loro figli.
Per tutte le madri che leggono la stessa favola due volte tutte le sere e poi lo rileggono "ancora una volta".
Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro bambini di allacciarsi le scarpe prima che iniziassero ad andare a scuola.
E per tutte quelle che hanno invece optato per il velcro.
Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro figli maschi a cucinare e alle figlie come si fa a ad aggiustare un rubinetto che perde.
Questo è per tutte le madri che girano la testa automaticamente quando sentono una vocina chiamare "mamma!" in mezzo a una folla, anche se sanno che i loro figli sono a casa - o anche via all'università...
Questo è per tutte le mamme che mandano i loro figli a scuola con il mal di pancia assicurandoli che una volta a scuola staranno meglio, per poi ricevere una chiamata dall'infermeria della scuola chiedendo di venirli a prendere. Subito.
Questa è per tutte le madri di quei ragazzi che prendono la strada sbagliata e non trovano il modo di comunicare con loro.
Questo è per tutte le matrigne che hanno cresciuto i figli di altre madri donando a loro tempo, attenzione e amore.. e che non vengono apprezzate !
Per tutte le madri che si mordono le labbra fino a farle sanguinare quando le loro quattordicenni si tingono i capelli di verde.
Per le madri delle vittime delle sparatorie nelle scuole, e per le madri di chi ha sparato.
Per le mamme dei sopravissuti, e le madri che guardano con orrore la TV abbracciando i loro figli che sono ritornati a casa sani e salvi.
Questo è per tutte le mamme che hanno insegnato ai loro figli di essere pacifisti ed ora pregano per i loro di tornare a casa dalla guerra sani e salvi.
Cos'è a fare una brava Madre ? La pazienza? La compassione? La determinazione? La capacità di allattare, cucinare e ricucire un bottone di una camicia nello stesso momento? O è nel loro cuore ? E' il magone che senti quando vedi tuo figlio o figlia scomparire giù per la strada mentre va a scuola a piedi per la primissima volta? Lo scatto che ti porta dal sonno al risveglio, dal letto alla culla alle 2 di notte per appoggiare una mano sul tuo bambino che dorme ? Il panico che ti viene, anni dopo, sempre alle 2 di notte quando non vedi l'ora di sentire la chiave nella serratura e sapere che è tornato a casa sano e salvo? O sentire il bisogno di correre da dovunque tu sia per abbracciare i tuoi figli quando senti che c'è stato un incidente, un incendio o un bimbo che è morto?
Le emozioni della maternità sono universali, le stesse sono per le giovani madri che barcollano fra i cambi di pannolini e mancanza di sonno... e le madri più mature che imparano a lasciarli andare.
Per le madri che lavorano e quelle che rimangono a casa.
Per le madri single e quelle sposate.
Madri con soldi, madri senza soldi.
Questo è per tutte voi.
Per tutte noi.
Tenete duro.
Alla fine possiamo fare solo del nostro meglio. Dire a loro tutti i giorni che li amiamo.
9 marzo 2012
Il venerdì del libro: L'eredità segreta di Katherine Webb
Nel freddo inverno del 2009, alla morte della nonna, Erica Calcott e sua sorella Beth, entrambe sulla quarantina, ricevono in eredità la magnifica casa di famiglia nello Wiltshire dove, da bambine, trascorrevano le vacanze estive. Quando arriva a Storton Manor, sono sopraffatte dai ricordi dell’infanzia e soprattutto del cugino Henry, la cui improvvisa scomparsa nel nulla tanti anni prima aveva distrutto la famiglia. Erica decide di scoprire finalmente cosa è successo davvero al cugino, così da chiudere i conti con il passato e permettere a sua sorella Beth, da sempre tormentata da questa tragedia, di ritrovare la serenità. A poco a poco emergono segreti inattesi e sconvolgenti che riportano all'inizio del Novecento, quando un'affascinante ereditiera di New York si era trasferita per amore in Oklahoma e aveva dato l'avvio alla storia della loro famiglia.
L’eredità segreta è la storia di tre generazioni di donne: Caroline l’altera bisnonna, incapace di un gesto d’amore nei confronti di chiunque, Meredith l’altezzosa lady Calcott che si trincera dietro le sue proprietà e Beth ed Erica due sorelle dei giorni d’oggi che ereditano la vecchia e decadente proprietà di Storton Manor dopo la morte di Meredith.Ma tutte nascondono un segreto, un eredità segreta appunto, che di generazione in generazione volente o non è stata tramandata.
Quando Erica e Beth si ritrovano tra le mura polverose e ingrigite della vecchia casa della nonna non hanno la minima idea di cosa farsene, loro che da un sacco di tempo- da quel terribile pomeriggio d’estate in cui Hanry scompare per sempre- non ci hanno più messo piede, si trovano ora a viverci. Non sanno ancora che la loro permanenza e la determinazione di Erica nello scoprire realmente quello che accadde quando loro non erano altro che bambine riporterà alla luce anche una storia vecchia di un secolo prima, una storia di amore interrotto e di spaventosa solitudine.
Un romanzo che mi ha colpito e mi ha incollato alle pagine;due storie narrate con maestria, che hanno saputo catturarmi e trasportare lontano, avvincenti e misteriose.
Katherine Webb sa trasportarci tra le praterie americane di inizio novecento allo stesso modo che nella campagna inglese dei giorni d’oggi sempre con eleganza e fascino regalandoci una storia d’amore, odio, gioia e dolore.
Una lettura che raccomando a chi cerca una storia avvincente e ben scritta che affonda le radici nel passato.
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